La voce tremava come le foglie dei salici lacerate dalla pioggia.
Lasciavi impronte sulle mie onde private.
Bevevo letteralmente le tue parole e i tuoi concetti vacui.
Cullato dall’emotività intima della tua mente vessata.
Non ho mai navigato realmente nel tuo tessuto.
Dipanavo i miei ricordi e le coincidenze.
Cedevo innanzi alla pressione.
…Eri semplicemente irresistibile…
Quando sulla bocca del tempo mi compativi amabilmente.
Come il gufo cadente, venivo risucchiato nella luce perduta.
Depredato della mia felicità inumana.
Bucavo lo schermo del tramonto e fumavo avidità.
Una madre pronunciava il nome del suo bambino di plastica.
Non poteva cogliere il senso implicito di quel gioco crudele.
Eri aria condensata, consegnandoti segretamente a lei.
Esplodo,
In un milione di brandelli, in petali serali e scuri.
Senza fiato,
Accecato dalla luminosità controversa della tua essenza rarefatta.
…Eri semplicemente irresistibile…
Quando sulla bocca del tempo mi compativi amabilmente
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